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(Vol. IX, Primavera 2008)
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La campagna elettorale del 2008 a detta di (quasi) tutti gli osservatori è stata una delle più brutte dall’inizio della cosiddetta Seconda Repubblica.
Naturalmente le ragioni addotte per giustificare questa sentenza di condanna sono tante, e sono in maggioranza di natura politica o politologica: legge elettorale “porcata”, leader stagionati, vuoto di contenuti, scelta ridotta degli elettori e così via. Ma ce ne sono anche di natura mediatica.
La par condicio, nata come strumento garantista, ha finito per rendere la campagna elettorale una indigesta passerella televisiva di soliti noti e illustri ignoti, intervistati da giornalisti ridotti a spalla per lasciare spazio alla propaganda. Non è scampato a questa trappola mediatica nemmeno il “grande dibattito” virtuale dell’ultimo giorno. Ciò che stupisce è che questa funzione di cerimoniere sia stata accettata senza la benché minima protesta da parte dei giornalisti italiani. Il che conferma il parallelismo media-politica che vizia il corretto funzionamento della democrazia nel nostro Paese. Peraltro l’esito elettorale sembra aver penalizzato chi “ha bucato”
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Commenti e articoli
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OBAMA-MCCAIN, SPOT PER PICCHIARE
di Redazione La Stampa - 6 ottobre 2008
Il repubblicano: «Barack troppo rischioso per truppe e cittadini americani».
E il democratico tira in ballo uno scandalo finanziario degli anni ottanta
NEW YORK
La battaglia per la Casa Bianca è entrata nell’ultimo mese e, ... continua >> |
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rivista semestrale diretta da Gianpietro
Mazzoleni
Nata nella Primavera 2000 e promossa
dal Centro Interuniversitario di Comunicazione Politica, ComPol
è dedicata all’analisi del rapporto tra sistema
della comunicazione e sistema della politica.
Si propone di favorire lo sviluppo interdisciplinare della
teoria e della ricerca italiana in un campo che negli ultimi
anni ha registrato una notevole crescita di interesse da parte
di studiosi e di operatori della comunicazione e dei media.
ComPol persegue una politica di grande apertura
e di valorizzazione delle diverse competenze ed esperienze
scientifiche e professionali e si rivolge al pubblico degli
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e della consulenza politica, degli operatori della pubblica
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La rivista pubblica contributi scientifici di qualità,
valutati da referees indipendenti e assicura uno spazio adeguato
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