Monitor sulla politica nei media
a cura dell’Osservatorio CARES di Pavia

numero 1/2002 volume III

Di che cosa hanno parlato i politici nei tg-rai
11 Giugno 2001-10 Gennaio 2002

La vittoria elettorale della Casa delle Libertà nelle elezioni politiche del 13 maggio 2001 ha avuto effetti sensibili sulla comunicazione degli esponenti politici nei telegiornali dell’emittente pubblica sia per quanto riguarda i soggetti comunicatori (chi parla) sia per i temi trattati (di che cosa si parla). Tranne diversa indicazione i dati presentati si riferiscono ai telegiornali Rai del prime time (TG1 ore 20,00, TG2 ore 20,30 e TG3 ore 19,30) nel periodo 11 giugno 2001 (inizio del Governo Berlusconi) 10 gennaio 2002.

Dalla logica dei tre terzi al “bipolarismo” governo-opposizioni

Nella figura 1 sono rappresentate le percentuali della presenza di esponenti politici divisi tra Governo, Casa delle Libertà, Lega e Ulivo nei primi sette mesi del Governo Prodi. Come si evince facilmente lo spazio concesso a esponenti di Governo (37%), a quelli dell’Ulivo (29%) e a quelli della Casa delle Libertà più Lega (34%) seguono abbastanza da vicino la regola dei tre terzi. La figura 2 invece riporta la situazione, sempre dei primi sette mesi, del governo Berlusconi: il dato più eclatante è una netta predominanza della voce Governo (52%) a scapito esclusivo della sua maggioranza (12%) senza intaccare la percentuale dell’Ulivo. Il motivo principale di questa nuova situazione risiede nel fatto che praticamente tutti i leader della Casa delle Libertà ricoprono ruoli di Governo. Inoltre, come vedremo più avanti, all’interno del Governo spicca una voce “solista” rappresentata dal Capo del Governo. Lo svuotamento della maggioranza è sicuramente un fatto interessante e peculiare di questo periodo, ben diverso dalla stagione del Governo Prodi dove nella maggioranza erano presenti leader di primo piano come D’Alema, Bertinotti, Marini, Manconi, ecc.

Campagna elettorale e post-campagna: la congiuntura prende il sopravvento

La tabella 1 illustra i primi dieci temi trattati dagli esponenti politici divisi tra Governo, Casa delle Libertà e Ulivo.

Figura1 - Presenza di esponenti politici per appartenenza politica
Telegiornali del prime time Rai (Periodo 21 maggio - 20 dicembre 1996)

Figura2 - Presenza di esponenti politici per appartenenza politica
Telegiornali del prime time Rai (Periodo 11 giugno 2001 - 10 gennaio 2002)

Il Governo di centro-destra non si può dire che abbia avuto un periodo povero di eventi particolarmente significativi, elementi fortemente congiunturali: dopo pochi mesi dal suo insediamento il vertice del G8 ha catturato l’attenzione del telegiornali sostituito dopo la pausa estiva dal tragico attacco del 11 settembre. Così nei primi dieci temi troviamo terrorismo, politica estera Italia, relazioni internazionali, scontri e tensioni internazionali in buona parte ricollegabili agli avvenimenti di New York oltre a tensioni sociali strettamente in relazione con i fatti di Genova. Il tema della giustizia (Caso Taormina, Rogatorie, vicende processuali varie) spicca per essere al quarto posto mentre economia e istruzione sono solamente all’ottavo e nono posto rispettivamente. Infine ben ultimo il tema dei rapporti di partito, indicatore di scarso coinvolgimento degli esponenti del Governo nelle dispute più politiche e partitiche.
Un’osservazione sorge spontanea: i temi della campagna elettorale come criminalità, immigrazione, fisco, economia, ecc. non sono più oggetto di comunicazione per chi ha vinto le elezioni.
Se porgiamo l’attenzione alla maggioranza le cose non cambiano molto perché anche qui non compaiono i cavalli di battaglia del centro-destra se si esclude forse la voce giustizia.
Ma le cose sono ancora più stridenti se analizziamo la situazione della minoranza. Quest’ultima sembra impegnata a discutere al suo interno (attività, posizioni e dinamiche di partito) e a sfoggiare il politichese (rapporti di partito) per ben il 35% delle dichiarazioni dei suoi esponenti. Le parole d’ordine di una forza di centrosinistra (welfare, economia, sanità, ambiente, lavoro, ecc.) sono quasi totalmente assenti.
Se confrontiamo l’agenda del Governo con quella dell’opposizione (vedi tabella 2) si nota una sensibile “cacofonia”: gli esponenti di Governo hanno un ordine di prevalenza dei temi molto diverso da quello dell’Ulivo. La dialettica democratica dove l’attività di chi governa viene incalzata da chi fa opposizione in questo caso sembra manifestare qualche anomalia.

Tabella 1 - Primi dieci temi relativi agli interventi di esponenti politici
(periodo 11 giugno 2001- 10 gennaio 2002 telegiornali del prime time rai)

Berlusconi e il teatrino della politica

La tabella 3 presenta interessanti spunti di riflessione sui diversi temi che vedono impegnati alcuni importanti esponenti di governo. Sicuramente un primo dato quantitativo riguarda il primo ministro che con 115 minuti distanzia notevolmente tutti gli altri esponenti di governo e di opposizione. In questi minuti concessi dai telegiornali Berlusconi ha conseguito un importante risultato ossia concentrarsi su quei temi prettamente di governo legati alla congiuntura e ad alcuni primi passi dell’attività di governo (giustizia ed economia) tenendosi fuori da quello che egli stesso definisce il “teatrino della politica”. Per quasi il 90 % del tempo il primo ministro non si è fatto mai coinvolgere in dispute politiche con i suoi avversari e soprattutto con i suoi alleati, cosa che invece è toccata a Fini e nella stessa misura percentuale a Bossi. Ma se il Vice primo ministro si è calato quasi interamente nel ruolo istituzionale, Bossi ha mantenuto una sua autonomia d’identità visto che si è occupato anche di temi peculiari alla sua politica (elezioni referendarie sul federalismo, autonomie locali, immigrazione, riforme costituzionali).

Tabella 2 - Primi dieci temi relativi agli interventi di esponenti politici
(periodo 11 giugno 2001- 10 gennaio 2002 telegiornali del prime time rai)

L’ulivo ripiegato (su se stesso)

Nella tabella 4 sono riportati i temi di Rutelli, Fassino e Bertinotti. I due leader dell’Ulivo sono caratterizzati da una prevalenza dei temi del “politichese” (attività, posizioni e dinamiche di partito e rapporti tra partiti) sommando queste due voci 39,6% per Rutelli e il 52,9% per Fassino.

Tabella 3 - Primi dieci temi relativi agli interventi di Berlusconi, Fini e Bossi (periodo 11 giugno 2001- 10 gennaio 2002 telegiornali del prime time rai)

Tra i primi temi anche giustizia e politica estera Italia legati ovviamente alle note vicende congiunturali. Come abbiamo già segnalato mancano i temi tipici della tradizione del centrosinistra, nascosto probabilmente nelle pieghe della polemica tra partiti ma mai resi autonomi con iniziative forti e costanti. Infine Bertinotti riproduce la stessa capacità di Bossi di mantenere una propria identità con temi quali scontro e tensioni sociali e lavoro nonché parlando della situazione internazionale con forti toni critici rispetto alla guerra e alla globalizzazione.

Tabella 4 - Primi dieci temi relativi agli interventi di Rutelli, Fassino e Bertinotti (periodo 11 giugno 2001- 10 gennaio 2002 telegiornali del prime time rai)

Alcune brevi conclusioni

La situazione della comunicazione gestita dagli esponenti politici nei telegiornali del prime time Rai manifesta molti elementi di novità e qualche conferma. Le novità sono che il governo Berlusconi ha una intrinseca forza comunicativa dovuta a due principali fattori: da una parte il coinvolgimento dei leader della maggioranza nel Governo e dall’altra la concentrazione del flusso mediatico nelle mani del primo ministro. In questo modo, a differenza del Governo Prodi e ancor più dei successivi governi dell’Ulivo, l’attuale Governo sembra, almeno a livello delle dichiarazioni dei propri esponenti, più monolitico e concentrato a risolvere i problemi congiunturali che via via si profilano all’orizzonte (dal G8 alla crisi internazionale). I pochi esponenti rilevanti della Casa delle Libertà rimasti fuori dal Governo sono più di supporto a contestare le critiche dell’opposizione che non a promuovere la politica del centrodestra, racchiusa nell’attività di Governo e soprattutto nella voce del proprio leader. Solamente Bossi, anche se quantitativamente in modo poco significativo, mantiene la propria identità senza esasperazione dei toni e senza differenziarsi comunque troppo dalla linea di Governo.
Una notevole continuità invece si ritrova nel centrosinistra dove i problemi di leadership, di coalizione e in generale di identità politica sono il filo rosso che per ora sembra accompagnare la comunicazione degli esponenti dell’Ulivo. Infine centrato su una comunicazione facilmente riconoscibile Bertinotti che si distanzia ancora di più da quelli che dovrebbero essere i suoi potenziali alleati.

 


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