Monitor sugli orientamenti politici
a cura di ABACUS (Milano)

numero 1/2002 volume III

Sondaggi pre-elettorali e impatto mediatico

A distanza di quasi un anno, la polemica sul ruolo giocato dalla Rai di Zaccaria nel corso dell’ultima campagna elettorale non sembra placarsi. Avvalendosi dei dati di sondaggio di Datamedia relativi a quel periodo, il Presidente del Consiglio italiano ribadisce frequentemente come il consenso degli elettori nei confronti della Casa delle Libertà sia diminuito di ben 18 punti percentuali in concomitanza (o a causa) degli «attacchi» ricevuti durante alcune trasmissioni della Rai (in particolare, quelle di Luttazzi, Biagi e Santoro).
E’ vero? Non è vero? In altra parte di questo numero della rivista, alcuni studiosi analizzano e approfondiscono il tipo di impatto che la Tv ha avuto sull’orientamento ed il comportamento di voto degli italiani. In questa puntata dell’Osservatorio Abacus, mi limiterò a cercare di capire se, a livello aggregato, si siano effettivamente verificati significativi mutamenti negli orientamenti di voto nel corso degli ultimi mesi o settimane di campagna elettorale.
Utilizzerò per questo una serie di sondaggi pre-elettorali effettuati da Abacus dal gennaio del 2001 fino alla settimana precedente le elezioni del 13 maggio 2001. Si è trattato di una rilevazione costante (con cadenza settimanale) e quantitativamente significativa (almeno 1000 interviste settimanali, per un campione complessivo di circa 28mila individui). Una numerosità e una capillarità tali che ci permettono di ottenere un quadro complessivamente significativo delle tendenze dell’elettorato italiano.
Iniziamo con l’analisi temporale per quanto riguarda il maggioritario Camera. In figura 1 sono presentati gli orientamenti di voto a partire dal gennaio del 2001, il momento cioè in cui il tipo di offerta politica coalizionale si è sostanzialmente stabilizzata, con le tre principali terze forze (Italia dei Valori, Lista Bonino e Democrazia Europea) decise a presentarsi da sole e la scelta di Rifondazione di non partecipare alla competizione con propri rappresentanti. Per comodità espositiva, nell’analisi tutte le terze forze sono raggruppate sotto un’unica voce («Altri»).

Figura 1 - Orientamento di voto MAGGIORITARIO CAMERA 2001 (% su validi)

Come si può facilmente notare dalla figura 1, i dati di sondaggio (da questo punto di vista molto simili a quelli resi pubblici da quasi tutti i maggiori Istituti di ricerca italiani) non sembrano far registrare particolari e significativi mutamenti nel corso della campagna elettorale: il trend segnala un andamento parallelo nei consensi virtuali della Casa della Libertà e dell’Ulivo, con una sensibile decrescita degli orientamenti di voto nei confronti delle «terze forze», Di Pietro, Bonino e D’Antoni, in particolare da metà aprile in poi
Se andiamo poi a verificare l’effetto, quantomeno indiretto, della trasmissione di Luttazzi alla quale partecipò Travaglio (il 15 marzo), notiamo come a livello globale di orientamento di voto le conseguenze appaiano assolutamente nulle. Nei 15 giorni precedenti (1-15 marzo), il distacco tra le 2 principali coalizioni era infatti esattamente identico a quello registrato nei 15 giorni successivi (15-30 marzo): poco meno del 5% (cfr. tabella 1). E lo stesso accade nelle settimane seguenti, durante gli ipotizzati «attacchi» mediatici da parte degli altri attori televisivi.

Tabella 1 – Orientamento di voto CAMERA 2001 (% su validi)

Il distacco tra CdL e Ulivo permane costantemente compreso tra i 4 e gli 8 punti percentuali, un distacco peraltro del tutto simile a quello fatto registrare dai risultati del voto alle regionali dell’aprile 2000, che fu di circa il 6%; soltanto negli ultimi giorni o addirittura nello stesso giorno del voto il vantaggio della CdL tende a ridursi. Nel momento del voto il vantaggio della Casa della Libertà risulta infine pari a poco più dell’1,5% dei voti validi, e sono molti ad affermare che la causa di questa riduzione sia da addebitarsi o ad una scelta di «voto utile» da parte di elettori delle terze forze o alla risoluzione dei dubbi dell’elettorato incerto (che già precedentemente sembravano essere in maggioranza attribuibili all’Ulivo).
Un’ulteriore ipotesi relativa all’effetto mediatico pro-Ulivo potrebbe riferirsi ad una possibile conseguenza differenziata sull’area dell’indecisione. Per verificare questa ipotesi sono stati presi in considerazione i livelli di indecisione degli intervistati (compresi coloro che pensano di non recarsi alle urne) e gli scarti negli orientamenti di voto tra le due coalizioni principali (presentati congiuntamente in tabella 2).
Appare evidente come al progressivo decrescere della quota di elettorato che si dichiara indecisa, o propensa a non votare, non si registri alcuna significativa riduzione del distacco tra CdL e Ulivo: a livello aggregato, la relazione tra i due fenomeni sembra non sussistere. Di nuovo, soltanto negli ultimi giorni prima del voto la diminuzione degli indecisi appare produrre una diminuzione anche nello scarto tra le 2 coalizioni principali.

Analizziamo infine brevemente un ulteriore elemento di argomentazione da parte dell’attuale Presidente del Consiglio, che ha più volte ribadito come il suo partito (Forza Italia) riscuotesse un consenso dell’elettorato prossimo al 40% soltanto pochi mesi prima del voto, venendo ad essere chiaramente penalizzato dal tipo di informazione operata dalla Rai nell’ultimo periodo pre-elettorale.
La quasi totalità dei sondaggi realizzati negli ultimi 3 anni, e nell’ultimo in particolare, non hanno mai indicato orientamenti di voto per Forza Italia superiori al 30% (con l’eccezione forse di pochi sondaggi effettuati da Datamedia). Il monitoraggio effettuato da Abacus (presentato in figura 2) indica ad esempio un’oscillazione sempre compresa tra il 28% e il 30% degli intervistati che dichiaravano il proprio orientamento di voto. Semmai, è da sottolineare come il risultato fatto registrare da Forza Italia il 13 maggio (29,4%) si assesti vicino al limite massimo di questa forchetta, di oltre un punto superiore agli orientamenti registrati nei giorni immediatamente precedenti, tra il 1° e il 10 maggio.

(Paolo Natale)

Figura 2 – Orientamento di voto: Forza Italia (in % sui validi)

 


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volume III

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